domenica 25 gennaio 2015

25

Ho sempre usato il mio compleanno come giorno dove ripensare a tutto l'anno trascorso, una sorta di capodanno personale dove ricominciare il nuovo anno al meglio.
Iniziare con una festa, iniziare con i regali, iniziare con gli amici che ti festeggiano.. cancellare quello che è successo fino a quel momento e andare avanti.
L'anno passato è stato strano e a tratti negativo, non voglio però dimenticare le cose belle successe e tutto quello di positivo che ho ricevuto e imparato.
Il 2014 è stato un anno particolarmente diverso da quelli precedenti.. non è stato troppo bello ma neanche troppo brutto.
Un anno in limbo ed è giusto uscirne fuori e cercare cose diverse.
Cosa mi aspetto da questo 2015? Sinceramente non saprei.. ho smesso di sognare alcune cose e ho smesso di aspettarne altre. Forse.. è arrivato il momento di godersi tutto quello che viene senza pretese e senza troppi giri di parole.
Ho una bella vita dopo tutto, incasinatissima ma sempre bella ed è giusto viverla con il giusto entusiasmo.
Ormai sono una persona diversa, certo non sono perfetto ne ho risolto tutti i miei problemi ma credo di aver superato grossi scogli in questo strano anno passato.
Sono più social e mi sento più "reale" quando interagisco con il mondo, meno chiuso ma sempre con qualche freno.
Un passo alla volta credo di riuscire a migliorare me stesso, sto diventando come vorrei essere nella vita.
Una persona migliore e su molti punti, vorrei godermi di più la vita e spegnere di più il cervello.
Non ho deciso di darmi propositi per quest'anno, forse l'aver iniziato male questo 2015 è stata la mia (s)fortuna.
Mi sento spronato al cambiamento e a non ricommettere gli stessi errori, voglio andare per la mia strada a testa alta senza dimenticare però i miei compiti.
Oggi è stato bello festeggiare con la mia famiglia (e dire questa frase mi fa strano) mangiare con loro e sentire il bambino canticchiarmi qualche canzone con la sua solita timidezza.
Questa sera invece ho organizzato una festa a casa con alcuni amici per comportarmi da bravo venticinquenne.

Come gocce di pioggia cadiamo su questo mondo con violenza, al contatto con il terreno ci distruggiamo in mille pezzi senza la possibilità di tornare come prima.
Vedi molti intorno a te cadere e fare la tua stessa fine.
Uniamoci per formare qualcosa di grande, un mare un lago o un fiume.
Dopo tutto l'acqua non muore mai, evapora e si condensa.
Un ciclo infinito di vita e "morte" che dovrebbe insegnarci qualcosa.
Possiamo farci male, possiamo distruggerci.. ma abbiamo sempre la forza di restare uniti a qualcuno e tornare come prima.
Compatti ed eleganti...

Almeno fino al prossimo temporale.




  
SNBRN feat. Kerli: Raindrops

giovedì 22 gennaio 2015

Il dolce niente

Il periodo non è dei migliori, non è che sto realmente male ma c'è qualcosa che non va nella mia vita.
Percepisco una grossa confusione da qualche settimana ormai e mi sento come bloccato in un banco di nebbia.
Vorrei uscire ma ogni passo mi porta sempre più dentro a questa densa aria che mi avvolge, sento il freddo e l'umidità.. vorrei solo uscire ma non ci riesco.
Non ancora almeno.
Scrivo di me e di come mi sento bloccato, dei sentimenti inespressi e di quelli espressi male.
Parlo d'amore come un esperto pur sapendo di non conoscere nulla al riguardo.
In passato mi sono definito drogato d'amore, così solitario da raccattare ogni piccola azione per stare meglio.
Un abbraccio un bacio o una carezza diventavano segnale di qualcosa di forte.. anche quando forte non era.
Ultimamente sono più negativo nel mio scrivere, anche se mi piace definirmi realista più che negativo.. sappiamo tutti che l'amore non è solo felicità e che spesso va a braccetto con la sofferenza.
Attualmente sto vivendo solo queste emozioni, un turbine inaspettato che sembra voglia portarmi via.
Faccio resistenza e mi tengo forte.
Non voglio volare via.

Condivido solo un pensiero su quanto l'amore a volte faccia davvero male.
A volte si arriva a vivere le sensazioni dell'altro, come un corpo unico.. come un solo cervello.
Il tuo piacere è il mio piacere, il tuo dolore è il mio dolore.
Ci sono passato anche io, molto tempo fa, quando stavo male senza un apparente motivo e il mio lui attraversava un brutto periodo.
Ogni colpo subito da lui sembrava indirizzato a me, questo perché l'amore è anche questo.
Condivisione di tutto anche di quello che non si vorrebbe.
In alcune relazioni, a volte, nasce anche una forma di odio insolito; vorresti ferire quella persona e fargli male, anche fisicamente, eppure non lo fai.
Il legame che c'è nonostante tutto è troppo forte e ogni sua ferita comparirebbe anche sulla tua pelle.
L'amore fa male e questo è un dato di fatto.
Noi umani siamo fatti così, anche se soffriamo continuiamo imperterriti nel nostro cammino amoroso.
Pensiamo che la sofferenza sia giusta a volte ed è sempre meglio che restare soli.
E' difficile imparare.
E' difficile amare.
Quando si cresce senza speranza si desidera solo qualcuno che sia in grado di capirci.
Non vogliamo restare soli e ogni lezione di vita la ricordiamo sulla pelle.
Credo di essere libero adesso.. nonostante tutto.
Credo di aver capito come si ama e di aver imparato a comprendere l'amore come sentimento.
Lo bramo e lo desidero ardentemente ma credo anche di non meritarlo a pieno.
Sono stanco di finire accasciato al suolo per colpa tua; giochiamo da anni a questo sadico gioco dove ci feriamo a vicenda sperando di non far rialzare più l'altro.
Sono stanco di cadere e soffrire.
Sono stanco di essere così empatico.
Sento la rabbia nel mio corpo e un desiderio di urlare.
Urlo forte perché tutti devono sentirmi.
Sono libero adesso.

Le tue ferite non sono più le mie e i colpi che riceverai saranno solo a carico tuo.
Voglio stare male per qualcuno che merita davvero.
Voglio stare male per me adesso.
Sento un vuoto dentro di me.
Posso ricominciare da capo adesso.
Senza di te.







  

lunedì 19 gennaio 2015

La Gabbia (quel casino della mia vita)

Serve tempo.
Sono queste le due parole che mi sono ripetuto in continuazione in questo strano momento di pseudo chiusura.
Niente facebook, niente twitter, niente blog, niente parte social.. unica eccezione instagram che si salva in quanto unico social installato sul mio cellulare.
Cervello spento, cuore dolorante.. serve tempo.

Non so bene come potrei definire questa parte della mia vita, l'anno nuovo non è iniziato nel migliore dei modi eppure resto fiducioso.
Forse dopo tanti anni ho davvero fatto qualche passo avanti e forse riuscirò a diventare diverso.
La faccenda con mio padre è attualmente in stallo, sembra ancora scosso, ancora così diverso dallo stronzo che ricordavo ma io continuo a evitarlo, mando mio fratello (che ha un rapporto migliore) a fare le veci mie e di mia sorella.
Me ne sto nascosto per la paura di essere colpito di nuovo e per la paura di ricascarci, fidarmi di nuovo.
Non ne ho voglia adesso ne la forza.
Sul fattore cuore ho dato tanto in questi ultimi giorni; mi sento svuotato di tutte le mie energie, mi sono chiuso ancora più in me stesso per avere tempo di rimettermi e reagire.
Ho allontanato per un po' il bimbo da casa mandandolo dalla madre, odio farmi vedere in un certo stato, mi sono concesso alcune libertà che da un po' non mi permettevo.
Uscite con amici, fare tardi la notte e bere più del dovuto, mi sono comportato come un normale ventenne e questo mi ha fatto bene.
Poi è arrivato il momento del confronto, una sosta prolungata a Roma ha permesso a me e all'americano un chiarimento su più fronti.
Non voglio parlare del come e del perché siamo arrivati a certe conclusioni, non voglio parlare più di lui.
Il tempo passa e sebbene non mi sento ancora nel pieno delle forze ho deciso di interrompere questo finto periodo di eremitaggio.
Ricomincio da capo con la mia vita e riprendo possesso di alcune piccole cose. Cambio altre piccole cose per dare un tocco nuovo a questo anno che fatica ad ingranare.
Non ho risolto i miei problemi ma ho avuto modo di pensare e agire, sono ancora dubbioso sul continuare o meno i miei studi, sono dubbioso sul fattore papà e sul fattore figlio, sono dubbioso sull'amore che ho lasciato andare via perché non so come saprei vivere senza.
Giorni importanti, giorni utili, giorni per cambiare. Ho chiarito la mente e fatto riposare il cervello.

Ho tagliato i capelli, più corti del solito, ho cambiato un po' il mio stile ultimamente un po' troppo trasandato, ho tenuto la barba e ho deciso di rimettermi in gioco.
Ho deciso di stare solo perché al momento credo sia la scelta giusta. Devo ripartire, ricominciare da me.
Ho trovato, finalmente, la padrona di un gatto ospitato tempo fa ed è stata dura separarmene,  ero ormai troppo abituato ad avere 5 gatti in casa che ho deciso di adottarne un altro nella stessa giornata.
Una piccola femmina di 4 mesi tutta spaventata e con un brutto passato, ora sta meglio e mi ci sono già affezionato. Dovrei darle un nome ma non so cosa scegliere.
Lo studio è tornato parte delle mie giornate, forse sintomo che questa laurea (seppur abbastanza inutile) forse dovrei prenderla.
Non ho mai smesso di scrivere e questo lo reputo una cosa molto positiva.
Sono di nuovo padrone della mia vita dopo dieci giorni di pensieri sbagliati, dove mi sono perso un po' nella mia mente e un po' nelle mie emozioni.
Staccare è servito per riprendere fiato e poter cominciare al meglio.
Aprire gli occhi e vedere che la mia vita, dopo tutto, non fa poi così schifo.


Collegamento permanente dell'immagine integrata


Sento la stessa canzone da ore, di nuovo quella e di nuovo pensando a te.
Mi chiedo se  il mio è semplice masochismo o una particolare forma di vittimismo..
Mi sento strano, diverso, ferito. Le parole dette sono state anche troppe ed ormai è giusto chiudere così.. andare avanti nonostante tutto, nonostante le confessioni fatte.
Le persone cambiano crescendo e penso che in questo momento sia giusto forzare questo cambiamento, forzare la crescita per qualcosa di meglio.
Non sono felice nonostante tutto e non posso usare un bambino come scudo per le mie insicurezze.
Vorrei scrivere ancora di te ma proprio non ci riesco, vorrei parlare di come tutto sia nato e morto in poco tempo e di come questo ci ha segnati a vita.
Forse è meglio fare un discorso generale sull'amore, dopo tutto sono le sue mille forme a incasinarmi la vita, quello per mio figlio, quello malato per mio padre e quello fisico che ho provato per altre persone.
Il mondo mi è crollato addosso in un attimo, bloccato e senza via di fuga mi sono ritrovato a dover affrontare tutte le difficoltà di amare in una volta sola.
Svuotato e privo di energie mi sono sentito ingabbiato, bloccato con le mie paure che si divertono a colpirmi in continuazione.
Non importa di cosa hai paura loro sono lì e ti guardano, ti mordono e ti fanno stare male. Provi a resistere, provi a combattere ma tu vorresti solo scappare e uscire.
Arrampicarsi non serve a nulla, non puoi allontanarti dalle preoccupazioni, non puoi rinchiuderle in un cassetto.
Devi affrontarle e sperare di vincere.
Non importa contro chi combatti, se con tuo figlio, tuo padre o il tuo grande amore, l'amore farà sempre male prima o poi.
Sta a noi decidere quanto in profondità farlo penetrare nella nostra pelle, anche la più spessa può essere trafitta.
Tutti possono uscire, nel bene o nel male, ma tu non puoi.
Tuo figlio è un bambino inconsapevolmente più forte di te e non hai molto da combattere, devi perdere perché fare il padre è anche questo.
Arrendersi alla vita e alla sua esistenza, ormai lui c'è e non puoi far finta di niente, devi essere lo scudo che protegge il suo corpo fragile, devi essere colui che gli insegnerà a sparare i suoi colpi migliori. A costo di starci male, a costo di farti del male.
Lui entra ed esce dalla gabbia, prende la vita come un gioco e le sbarre non lo fermano.
Tuo padre è il male nel tuo mondo, colui che ti ha usato e colpito fin da bambino, dici di odiarlo ma sai bene che in realtà non è così.
I colpi contro di lui sono forti e ben assestati, ti fai un male cane ma continui a colpire per fargli capire cosa si prova ad essere feriti.
Gli fai desiderare la morte dopo tutto, nella sua solitudine. Solo di passaggio nella gabbia ne esce ferito per rifugiarsi in un altra prigione.
Non lo dirai mai a voce ma la sua distanza ti uccide, vorresti solo giocare come un tempo, quando si stava bene e quando eri abbastanza piccolo da restare tra le sue braccia.
L'amante ti guarda con dolcezza ma nasconde la lama dietro al suo corpo, vi colpite e ballate nello stesso momento; movimenti agili e coreografie studiate.
Il ballo è il combattimento più elegante.. due persone che si amano, due persone che si desiderano, due anime che forse è meglio non unire per non stare troppo male.
Calci e pugni sono la norma, sono abituato ad essere colpito ormai da anni.. poi quel colpo che non ti aspetti.
Una lama fredda e dura che ti entra nel petto. Ti senti perforato e urli per la pelle strappata. Le parole fanno più male dei gesti a volte.
Rimani a terrà colpito, cerchi di allontanarti ma lui è sempre intorno a te.
Non puoi fuggire.
Non puoi dimenticare.

Una volta che è tutto finito ti da anche una mano a ricucire la ferita, poi esce dalla gabbia avendo le chiavi che aprono la porta.
Ti saluta ancora con le mani sporche di sangue, lo sguardo dolce e la faccia triste.
Sparisce e non fa più ritorno.
Ti accasci al suolo, piangi e ti incazzi della tua prigionia.
Come un animale allo zoo. Tutti possono vederti e tu non puoi difenderti.
Solo tuo figlio torna ogni tanto, torna dentro la gabbia anche solo per giocare.
Ride e ignora la sua grande forza.
Ti tira con lui e cerca di farti uscire.
Ci prova almeno, pur sapendo che non ne puoi uscire.
Ride si diverte e ti vuole bene.
Anche quando stanco e sfinito ti lasci andare all'agonia del momento.
Bloccato in quel mondo inesistente, bloccato in un mondo senza sbarre visibili ma presenti.
Urli tra le sbarre sperando che qualcuno capisca la tua sofferenza.
Urli sperando di essere udito e liberato.
Urli e mostri i denti perché non sai fare altro.
Ti aggrappi a lui perché è l'unico scoglio della tua vita.
Ride ignorando quanto dolore ti porti dentro.


Rimani chiuso in gabbia e pensi che sia la giusta punizione per te.



E' così che purtroppo vedo il mondo.. ed è così che interpreto questo video.

  
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