venerdì 21 novembre 2014

Karma

Un colpo nel petto.
Uno di quelli che fa male ma che vedi arrivare, ti copri e ti proteggi in qualche modo per assestare il colpo.
Fa male ma sai che passerà, il dolore è più forte di quanto credi e tu soffri come se la ferita fosse mortale.
In realtà è solo un grosso livido che prima o poi sparirà lasciando nessuna traccia.
Ecco come ti senti quando pretendi sincerità, quando un rapporto buono si evolve e mette dei paletti ad alcune cose.
"Ti voglio bene ma.." frase che ho sentito troppe volte e che fa male ogni volta.
Ieri i miei sospetti si sono rivelati veri, lo strano rapporto del mio ex che mi ammette di vedersi con qualcuno... sapendo di farmi male ma conoscendo il mio amore per la verità.
Schietto, duro diretto, come una freccia, ha colpito proprio nel momento in cui prendevo fiato.
"Lo sospettavo" dico.. anche se adesso, dopo due mesi, sarebbe stato tutto diverso tra di noi.
Sapevo che per cambiare il tempo sarebbe stato mio alleato, sapevo che lui non sarebbe rimasto ad aspettarmi.
Un po' ci speravo.. anche se funzioniamo più come amici che come amanti e questo ormai è un dato di fatto.
Forse non è solo lui la causa del mio stare male, ma il classico disegno che si ripete, cambia la persona cambia la situazione ma c'è sempre un ex rimasto amico che poi va avanti e poi ci sono io, che vivo di ricordi belli e mi pongo domande.
Mi chiedo se sia normale tutto questo?
Se il mio stare male per l'americano che torna a trovarmi per parlarmi del suo nuovo lui o di Riccardo che passa avanti alla nostra relazione preferendomi come amico sia normale.
E' giusto stare male per delle relazioni concluse?
E' giusto sentirsi sempre fuori luogo?
Perché mi sento in questo modo se sono due storie concluse, andate superate? Cosa mi porto dietro che mi tiene legati a loro?
Posso capire quella recente ma quella passata?
Forse sono davvero il tipo di persona che vuole qualcosa solo quando non lo può avere, quindi resto legato al passato per alcuni ricordi belli.
Perché ricordare un abbraccio e un bacio è più semplice di chiederlo uno.
Voglio bene a queste persone e mi chiedo a volte il perché non sia andata avanti, distanza e dubbi.. a questo penso.
Mi sento pazzo quando scrivo cose del genere, mi sento non capito perché vivo di ricordi invece di andare avanti.
Penso a quelle persone come qualcosa di unico, qualcosa di speciale da portarsi dietro.
Forse dovrei solo lasciare andare i ricordi e cercare qualcosa di nuovo.
Per questo motivo adesso devo stare solo, il mio giudizio è annebbiato, incorretto e tremendamente di parte.
Soffro per loro, soffro dei ricordi e del presente, ma sto bene e mi va bene così la vita.
Stare solo non mi fa male e non soffro di questo.
Penso troppo, scrivo spesso questa cosa e la gente spesso me lo dice.
Sapere e pensare di non essere più l'unico di quelle persone fa male, mi sento di aver fallito e di aver mandato in giro per il mondo delle persone fantastiche.
Mi sento una di quelle persone incapace di apprezzare le cose belle della vita, perché ho amato e sofferto, ho perso qualcosa di buono e non ho fatto nulla per riprenderlo.
Mi chiedo se sia giusto dare un pezzetto di cuore a tutte le persone che ho amato invece di pretendere indietro quelle parti di me.
Odiare sarebbe più facile, non parlarsi renderebbe più semplice.
Mentre scrivo tutto questo mi rendo conto che non sono le parole di Riccardo ad aver ferito il mio corpo ma tutta la situazione che si è creata nelle ultime settimane.
So di saper amare ma è sempre stato difficile per me farlo.. solo con una persona tutto questo non succedeva, solo con una persona mi sentivo davvero l'unico e sapevo di valere qualcosa.
Una persona che sa bene tutto questo ma che giustamente è andata avanti con la propria vita, dopo quasi due anni di miei continui no ogni volta che passava da me.
Sentirsi l'unico di qualcuno è una sensazione particolare e stupenda, adesso mi sento di "nessuno" in balia delle mie emozioni e dei miei ormoni deboli.
La cosa triste di tutto questo è che ucciderei per un abbraccio e un po' di affetto, aprirei la porta anche se dovessero tornare senza motivo un giorno.
Chiuso nel mio silenzioso umore, nel mio finto sorriso e nei miei occhi secchi. accetterei tutto.
Sono un pazzo, un malato d'amore.
Indeciso.
Complicato.
Forse è quello che mi merito, una legge del contrappasso sadica.. chiamiamolo karma.
Non posso neanche dire "con me era meglio".. non sono così matto.
Ma era speciale per me.
Eri speciale per me.

E forse il problema è proprio questo...
Lo sei ancora.







  

mercoledì 19 novembre 2014

Resta con me

Pensare troppo fa sempre male; lo dico sempre e non lo faccio mai questo è vero.
Sono recidivo in alcune cose, errori su errori.. anche minimi ma che restano sempre errori.
Queste ultime due settimane sono state molto pesanti sia per il cervello che per il corpo, per fortuna la mia giovane età mi permette un recupero abbastanza rapido e questo ovviamente è un vantaggio.
Passare dalla totale immobilità al camminare in soli 4 giorni non è da tutti e posso andare fiero di me.
Oggi scrivo per me, per un bisogno mio personale che mi spinge a pensare troppo, fermo come sono vengo troppo stimolato dal mondo esterno, dai social dai blog da internet e dalle persone, sento il bisogno di stare con qualcuno fisicamente e il mio divertirmi poco da solo non aiuta.
Questa volta però il bisogno è diverso, almeno io lo percepisco come tale..forse è colpa mia che ancora sono cotto dentro o forse è colpa dell'ex che passa spesso a trovarmi e che ha avuto modo di aiutarmi in alcune pratiche nei giorni scorsi.
Fa strano stare a letto sdraiati nudi con una persona che perde tempo a lavarti con delicatezza, nella mia immobilità iniziavo davvero a perdere il controllo di me e sentirmi sporco non aiutava.
E' stato un momento molto intimo, erotico, dolce e molto solidale, abbiamo riso molto mentre mi lavava con delicatezza, mentre spostava la gamba malata con calma per potermi lavare al meglio, ha riso nel vedere il mio corpo reagire al suo tocco.
Uno sguardo niente più, qualche apprezzamento qua e là ma poi più nulla, un bacio sulla fronte e uno sul lato delle labbra.
Un ex che va via e che diventa stranamente amico, uno di quelli intimi ma sacri e da non toccare.
Almeno credo...



Ora che posso camminare da solo, anche se con le stampelle, e non mi serve più una mano, la vita sa tornando alla sua semplice normalità.
Certo ci sono ancora alcune cose strane ma ormai il grosso è passato e di fronte a me c'è solo il recupero.
Penso ai miei ormoni, al mio bisogno impellente di sesso e mi sento quasi in colpa.
Penso a quando potrò camminare bene e tornerò a scopare come prima, potrei farlo anche adesso ma.. no.. meglio di no.
Sappiamo tutti che appena tornerò al massimo delle forze basterà un battito di ciglia per un'ennesima foto porno o una post sesso mentre fuggo dalla casa di qualcuno.
Già adesso che sono in convalescenza non mi faccio mancare foto porno su instagram figuriamoci in futuro.
Forse è solo un presentimento, forse è solo l'ansia per il cuore che soffre ancora e per l'ex che diventa amico o per l'altro ex che torna dall'America per le vacanze e vuole passare tempo con me.
Voglio fare sesso in questo momento, mi serve per stare meglio e far cadere le preoccupazioni... eppure non lo faccio e non lo cerco.
Non sempre è bello essere un numero di cellulare che chiamano in caso di bisogno, vorrei non scappare più al mattino o di notte in silenzio.
Vorrei sentirmi dire "resta con me" e non "alla prossima".
Vorrei amare ma ancora non mi riesce bene.
Vorrei sentire qualcosa per qualcuno e finirla con questa confusione.

Questa mattina, estratto da Instagram.

Scrivo tanto e mi sento un artista.
Scrivo di me ma poi mi ritrovo sempre nei soliti problemi, solitudine malinconia carenza d'affetto.
Problemi scemi per una persona normale ma non per uno come me, sono arrivato al livello di spiare le coppie per assaporare la loro felicità. quei momenti di semplice complicità.
Le mani che si uniscono, le labbra che si avvicinano, gli sguardi complici. Mi manca sentirmi così, troppo immerso nel mio mondo di sesso facile e scopate senza un perché.
Scelgo le persone sbagliate come ex che ormai vanno avanti senza di me per chiedere cose ormai esaurite, chiedo confronto, chiedo contatto.
Anche quando voglio solo un abbraccio o due coccole trovo solo persone che mi offrono il culo nella maniera meno umana possibile.
Non è sentirsi soli, non di nuovo è una questione di qualità e di personalità diverse.
Sarebbe così bello lasciarsi andare una volta e rimanere a casa di qualcuno più del dovuto.
Non voglio solo sesso nella mia vita ma la gente in me vede solo quello.
Forse è colpa mia se nessuno mi chiede "resta con me".
Dopo tutto sono un uomo con i suoi bisogni e i suoi difetti, forse sbaglio a non piegarmi mai.
Forse sono io la causa di tutto, forse cambiare è più difficile di quanto credevo.
Eppure allo specchio adesso mi vedo diverso.. eppure continuo a stare solo sperando in qualcosa di buono.
Aspetto qualcuno che forse non passerà mai.
Aspetto qualcosa che forse non accadrà mai.



  

domenica 16 novembre 2014

Come il marmo, come la gomma.

Il tempo fa schifo in questi giorni, la pioggia regna sovrana e anche quando esce fuori un pallido sole festeggiare è inutile.
Proprio oggi godevo di un insolito caldo in canottiera ed ecco che poco dopo il tempo è cambiato in due ore, pioggia forte e nuvole nere.. tutto è cambiato rapidamente e ho preferito rifugiarmi a letto.
Sapete finalmente riesco a camminare un po', non mi riesce molto bene e devo farlo con le stampelle ma finalmente posso muovermi e fare tutto da solo, purtroppo anche lavarmi.
Una cosa che mi manca molto in questi giorni a dire il vero è la presenza del bambino; ovviamente la mamma lo porta da me tutti i giorni ma non è la stessa cosa, averlo per casa che gioca è bello ma sapere che dorme da me è tutta un'altra storia.
Non so bene come spiegare tutto questo, è una sensazione strana che mi spinge a godermi una ritrovata libertà ma anche a pensare "cavolo mi manca da morire il nano".
Non pensavo di essere così dipendente da lui e delle sua presenza, ho bisogno di sentirlo giocare e parlare, ho bisogno dei suoi discorsi deliranti e delle docce insieme.
Ho bisogno di lui nella mia vita e non averlo qui sempre fa un po' male.
Forse esagero perché Laura vive davvero a 100 metri da casa mia però ormai sono abituato male e mio figlio è tutto.
Ho scelto di diventare padre e di fare questo lavoro, ora voglio solo poterlo fare come si deve invece di stare a letto e di guardarlo giocare solo due ore al giorno.
Questo post è solo un piccolo sfogo, una piccola dedica arrabbiata per il nano che vedo spesso ma che mi manca sempre più.
Non vedo l'ora di poterlo riavere qui con me come come sempre, è dura stare senza di lui e anche se adesso sono "libero" non è bello esserlo da soli.
Fare il papà non è semplice e io ci provo in tutti i modi a farlo bene, spero solo di non deluderlo mai.

Devo guarire presto, lo rivoglio da me!



Queste parole forse sono troppo semplici come la tua presenza renda tutto migliore in casa, dal giardino che nei tuoi occhi diventa giungla ai gatti che diventano tigri.
La tua vita è un'avventura unica senza fine e io ne sono uno spettatore inconsapevole, guardo assimilo ma ignoro che prima o poi tutto questo finirà.
Sono un po' triste in questi giorni ma non è nulla di grave, è solo malinconia, una sensazione di mancanza che è palese ormai ma che è purtroppo inevitabile visto la mia salute.
Piccolo nano non sai neanche tu quanto sei diventato importante per il tuo papà.
Aspetto con ansia ormai quelle ore dopo scuola che passi da me, quando disegni e mostri i tuoi lavoretti.
Eeeeh mi piace mascherami da statua di marmo ma in realtà sono morbido peggio della gomma.
Mi fingo un duro ma in tua compagnia divento lo scemo del villaggio.
Ti vedo tutti i giorni eppure mi sembra di non vederti da mesi.

Sono una statua di marmo con una crepa nel petto che mostra il mio cuore di gomma.



  
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