sabato 25 maggio 2013

Robin

Oggi scriverò qualcosa di insolito, sapete bene che ultimamente ho trovato rifugio fisico nel sesso facile e rifugio mentale nella chiacchierate con una persona al di là del mare.
Un'amicizia impiega molto tempo per nascere e io penso di essere sulla buona strada, nella mia vita solo una o due volte mi era capitato di legare così tanto con un'amico virtuale.
La compagnia è piacevole, le parole volano facilmente e con la scusa di imparare l'italiano si finisce per parlare per molto tempo.
Sapete bene che la notte non dormo molto e quindi quale miglior compare se non una persona che ha appena finito di cenare? Le ore di distacco non sono molte e io sono abituato a questo fuso per colpa di Alex, parlare ridere e scherzare ormai è la norma.
Trovare qualcuno che prova le tue stesse cose è strano, qui a Roma raramente mi sono trovato a mio agio con qualcuno e quei pochi amici che ho, a volte, trovano difficoltà nel parlare con me perché non mi apro molto.
Rispetto al passato di certo ho fatto grossi passi avanti ma adesso mi ritrovo spesso solo e avere il bimbo mi spinge a cercare amicizie più mature o almeno più comprensive verso il mio stile di vita.
In qualche post precedente avete detto solo belle parole riguardo a quest'amicizia che stava nascendo, però davvero inizio a chiedermi se sia una cosa pericolosa fare tutto ciò; è vero io rimango sempre con i piedi di piombo ma è così strano che due persone riescano ad essere così legate anche a distanza? Ripeto nella mia vita, poche volte mi è capitato, e tolti i miei colleghi blogger, solo uno/due sono davvero legati a me ma gli altri?
Forse è anche colpa mia e di come mi comporto, cercare qualcuno fisicamente spinge poi ad essere considerato solo per quello però, dopo tutto, non va poi così male ultimamente.
La mia vita, anche se piena di problemi, è senza rimpianti, ho vissuto a pieno ogni parte di essa e mi sono tuffato di testa ad ogni occasione possibile... perché adesso dovrei aver paura di far lo stesso? Solo perché rischio di starci male? Sono abituato a queste cose e io voglio davvero diventare suo amico.

Parliamo molto e ci aiutiamo a vicenda per delle stupidaggini ma per noi molto complicate, io così sicuro di me eppure così timoroso di condividere certe cose e lui così chiuso in se stesso da essere ormai solo, anche se pronto ad aprirsi il mondo e svelare se stesso.
Non mi sembra così sbagliato tutto questo dopo tutto? Sto solo cercando di trovare me stesso dopo un periodo difficile, condividere certe cose non mi fa male.. è un po' come se usassi questo blog solo con una persona sola.
Mi fa stare bene, perché dovrei smettere?

Pettirosso

Il lupo è tornato ma ha scoperto che il bosco non è disabitato, molti animali vivono tra le fronde e molti altri nel sottobosco, piccoli roditori e piccoli uccelli, qualche rettile e molti insetti.
Il caldo tarda ad arrivare e il freddo continua a colpire la mia pelliccia che mi protegge in maniera egregia.
Nel buio nel primo mattino un rumore piacevole attrae la mia attenzione, un coraggioso pettirosso canta su un ramo.
Abbastanza in alto per non essere catturato e divorato ma abbastanza vicino per permettermi di sentirlo cantare, rimango estasiato. Non posso fare molto che ascoltare e trarre ispirazione da quelle note.

E' un po' difficile capire per chi non mi conosce bene, ma ho sempre amato i paragoni col mondo animale.
Canzone che dedico a entrambi, domani fa sempre paura ma bisogna avere il coraggio di affrontarlo, sempre.


 

giovedì 23 maggio 2013

Veleno

Ieri notte  ho pianto molto, forse un semplice modo per sfogarmi dallo stress o forse un modo per liberarmi un po' l'anima.
Ripensare al passato fa sempre male e fingere che non faccia male è una stupidaggine; nonostante adesso il mio rapporto con lei è perfetto, è difficile dimenticare l'intricato rapporto con mamma.
Gli anni passati lontani e tutte quelle cose perse, la paura reciproca e i problemi legali che ci hanno colpito, un pianto nervoso è nato in me mentre raccontavo tutto questo.
Perché piango? I problemi sono risolti e seppelliti, il dolore è lontano e la solitudine assente; cercare di dimenticare è così difficile, amo mia madre ma ogni tanto mi tornano in mente quei secondi fatali, quei momenti in cui desideravo morire più che sopportare ancora.
Dentro di me ho tanta rabbia verso di lei, so che le dispiace e so che lei è molto pentita del nostro passato, voleva sparire dalla mia vita una volta riappacificati, non si sentiva degna di avermi come figlio, la sofferenza che mi ha provocato la faceva stare male.
Non sono perfido e non guadagnerei nulla da un suo allontanamento; "resta con me" le dissi qualche mese fa, allontanarsi non risolve nulla anzi fa più male.
Chiudere un rapporto appena rinato è una cosa sadica e malvagia, il male che abbiamo dentro e le ferite sulla pelle sono ben visibili per entrambi, lei si deve far aiutare per superare i suoi problemi mentre io devo farmi aiutare per superare i traumi.
Non so bene perché oggi sto scrivendo tutto questo, so solo che tenersi le paure dentro non aiuta; ultimamente sto molto bene ma è davvero difficile per me andare avanti quando dentro sento ancora il dolore per le botte subite, quelle che prendevo da piccolo da parte di papà erano immotivate e beh ci ero abituato, ma quando anche mamma iniziò anni dopo, precipitai nel vuoto in un covo di vipere che non facevano altro che mordermi. Mi sono avvelenato per colpa loro, ho perso la sanità mentale e per un periodo anche quella fisica solo per loro.
Come faccio a vivere ogni giorno con una persona che mi ha provocato tutto questo male? Amo mia madre ma è difficile, non sapete quanto, accettare il passato e riporlo in un cassetto, metterlo via come una cosa qualsiasi e andare avanti per la mia via.
Sto cercando di assorbire tutto questo e di trarne una lezione di vita, una di quelle che anche se dolorose portano molti benefici.
In questo momento, l'unica cosa positiva che ho in mente è che non mi sono mai arreso, anche quando il dolore nasceva per una persona da me così tanto amata.



Solo da poco mi sono reso conto di essere risorto tante di quelle volte da far invidia, la mia forza di volontà è enorme ma non nego di aver pensato tante volte di mollare tutto e accettare il fallimento.
Subire violenza domestica è qualcosa di orribile, la casa diventa una trappola e tu accetti il tuo destino perché credi sia giusto così, cerchi di "aiutare" la tua mamma facendo questo.
Solo dopo ti rendi conto di quanto tutto questo sia decisamente scorretto e sbagliato, un bambino o un ragazzo giovane non possono sopportare tutto questo, arriverà il momento della rabbia della furia quando stringendo i pugni si opporrà al suo destino ormai scritto.
Questo provocherà molti problemi, ma si sentirà fiero di se per quello che è stato fatto perché finalmente è libero.

Sapete un po' tutti la mia storia, io mi sono opposto all'oppressione e ho perso tanto, però la libertà acquisita ha un sapore così dolce.
Piangere dal nervoso perché dimenticare fa male e chiamare tua madre per dirle tutto, per dirle "perdono ma non dimentico", le ferite sul corpo rimangono a vista così che lei possa vedere quanto male ha fatto e capire quello che ho provato io.
Non sono stronzo o sadico, voglio solo farle vedere quanto sia stata dura per me evolvere e andare avanti.
Alzarmi, di nuovo, dalla fossa nella quale mi avevano spinto. Essere fiero più di prima e più umano, non più fragile, ma forte, duro e indistruttibile.
Il male fa crescere e io sono cresciuto troppo in fretta, mamma io ti amo alla follia ma fa così male a volte. 
Volevo solo fartelo sapere, perché il veleno che ho in corpo da anni solo ora sta iniziando ad abbandonarmi, cosa rimarrà dopo non so dirlo. Ma sarò finalmente libero.



lunedì 20 maggio 2013

Il Ritorno del Lupo

Arrivare tardi in città, le strade deserte anche se è sabato notte, anzi domenica mattina ormai. Solo un autobus in lontananza, con le luci gialle fioche che lo rendono visibile anche in questo buio assai particolare.
Scendo dall'auto e una coppia mi taglia la strada, lei è palesemente brilla e lui la sorregge con forza.
"Ancora poco e siamo a casa" le dice il ragazzo, mi fermo a guardarli per qualche minuto poi li supero. Seguo il piccolo sentiero pieno di piante, assai strano per un palazzo nel mezzo della città, colori particolari catturano il mio sguardo.
Un rosso acceso colpisce la mia attenzione, un grosso fiore proveniente da un bulbo si erge in questo giardinetto, grosso come un'imponente bocca aperta che cerca di dirmi qualcosa.
Arrivo al portone e spingo il pulsante bianco; " quando arrivi premi quello vuoto devo ancora metterci il cognome" pochi secondi e una voce fioca mi dice, "terzo piano... passo" facendo il rumore dei walkie talkie, rido. Il portone si apre ed entro silenziosamente.
Salendo per le scale la prima cosa che mi colpisce è vedere come siano totalmente al buio, uso il cellulare per far luce e non cadere, insomma sicuro il palazzo.. penso.
Al piano una porta socchiusa emana una leggera luce arancione, quel tipo di luce calda spesso proveniente da quelle grosse lampade con base, entro ed eccola lì, come sospettavo.
L'ingresso è molto ampio e lascio la giacca appesa su un appendiabiti, unica cosa in quella stanza insieme alla lampada.

Copriamoci ;)

Marco si avvicina e mi abbraccia, veloce ma calorosamente e mi accompagna a fare un giro, la cucina è pronta, ancora sporca per i lavori ma pronta, la camera da letto un po' meno visto che è stata dipinta da poco.
"Dormo in salotto, sul materasso a terra, come i giapponesi" dice ridendo... io ribatto dicendo che mi ricorda più la casa di un tossicodipendente... "non erano i tossici a dormire col materasso a terra?" ride molto rumorosamente; sparisce in cucina per qualche minuto poi ritorna con il caffè, "lo prendiamo di qua, perché in cucina si muore ancora", mi siedo su una comoda sedia di legno, una di quelle nuove che trovi in tutti i salotti, comode con lo schienale con delle strane forme, mi chiede del lavoro e della settimana, mi chiede di me e di come sta il bimbo.
"Qui è meglio" gli dico schiettamente, riferendomi al posto di incontro. Non amo portare il sesso senza amore in casa, là dove dorme mio figlio a due metri, meglio una casa nuova in sistemazione che la mia, meglio casa sua per certe cose, specialmente visto quello che vuole organizzare per la settimana prossima.
"Visto che siamo single pensavo di aumentare il numero dei partecipanti", fai come credi.. gli dico stizzito, queste cose vengono bene solo se nasce un filo di chimica, se vuoi fare una cosa a tre, prima devi presentarmelo, almeno qualche ora prima, vorrei prima sapere il nome se me lo devo scopare.
Ride di nuovo e mi racconta un po' della faticosa settimana, "ci vorrà un po' per sistemare casa, non ho neanche i mobili ma è pur sempre Roma", ora sono io a ridere, vive in una casa quasi totalmente vuota, le voci rimbombano ancora un po'.
Si siede vicino a me e mi mette una mano sul collo "sei così teso Rafa", il lavoro rispondo, la sua mano inizia a stringere forte la mia nuca, le mani poi diventano due e ben presto mi ritrovo di spalle al suo viso mentre mi fa un massaggio.
Come sempre, la maglietta è la prima a sparire e mi ritrovo a petto nudo con lui impegnato in un notevole massaggio, usa molta forza, fa anche un po' male ma effettivamente ha avuto successo.
Lo stress rilegato in quella zona mi ha abbandonato, il contatto continuo ha iniziato a fare effetto ed ecco che nei miei boxer qualcosa già si è svegliato.
Le mani si allungano notevolmente, giungono fino al sedere per questo, mi ordina di spogliarmi; tolti i jeans rimango in boxer e calzini.
Mi accompagna sul suo letto altezza pieni, comunque ben fatto e mi sfila i calzini. Si avvicina da dietro e inizia a toccarmi i piedi, delicatamente ma con la stessa forza di prima, supera i polpacci velocemente e si ferma sulle cosce.


Tocca, accarezza e scopre, sale ancora un po' più su e inizia a toccarmi il sedere, passa poco tempo e leggermente me li sfila. Scendono sulle gambe seguendo il suo ritmo e mi ritrovo nudo.
Mi guarda e fa qualche complimento, si avvicina ai reni e inizia a baciarmeli, scende sempre di più e si addentra in terreni pericolosi.
Gli faccio notare che farlo sarebbe da incoscienti visto l'assenza di precauzioni, mi sorride dicendo, mi fido di te per certe cose e inizia inesorabile.
Apre le mie gambe e con la lingua piena arriva in posti molto desiderati, lecca molto bene e delicatamente, si sofferma anche sulle palle, ma poi torna su con tutta la sua forza.
Passa qualche minuto e si siede sopra di me, mi massaggia la parte alta della schiena, si toglie la maglietta e percepisco i suoi pettorali con la scapola, le sue gambe sono strette sui miei fianchi e sento i suoi polpacci premere sul sedere visto i pantaloncini corti.
Mi massaggia per un bel po', tocca e esplora il mio corpo, mi lascio andare, eccitato ma allo stesso tempo molto rilassato, piego la testa di lato e chiudo gli occhi.
Lo sento allontanarsi e un rumore di una chiusura lampo mi fa capire che ora è nudo come me; si sdraia accanto a me e mi bacia sul collo, mi fa girare pancia in su mettendo in mostra tutta la mia eccitazione.
La mano scende e afferra le palle, poi risale e lo prende in mano. Dolcemente fa su e giù e io sono già bagnatissimo da tempo, gli sporco le mani e lui gode in questo.
Si avventa su di me, ma si rallenta alle mie lamentele, voglio il preservativo (non se sa mai), li prende dalla mia giacca e torna sul letto con me.
Lo mette lui a me, piano e in una maniera eccitante, giusto il tempo di trovare il ritmo e sono dentro di lui per tutta la lunghezza.
Sembra che mi stia cavalcando e la cosa non mi dispiace, una mano sul petto e l'altra sul culo, spingo forte col bacino vedendo il suo viso contorcersi dal piacere.
La stanza semi vuota fa rimbombare i nostri gemiti rendendo tutto ancora più eccitante, lo vuole e mi vuole, si fa scopare per bene.
All'apice del rapporto lo giro rapidamente e me lo scopo con il sedere verso l'alto, spingo ancora più profondamente, lo vedo mordere il cuscino e io continuo, non mi fermo.
Uso la mia mano e cerco di segarlo, lui abbassa la testa e gode, mugugna qualcosa di incomprensibile e viene  inaspettatamente, io rimango perplesso, non me lo aspettavo così rapidamente.
Non è un problema per lui e mi lascia finire, ancora con il mio uccello dentro per qualche minuto, finisco sul suo sedere e sulla schiena una volta fuori.
Mi porta in bagno, ancora sotto lavori, e mi fa sentire come due muratori che si lavano in cantiere, ridiamo ancora un po' mi tocca di nuovo la sotto, mi bacia prepotentemente infilando la lingua nella mia bocca.
Mi tiene letteralmente per le palle, mentre lo fa, mi viene duro di nuovo e beh.. vi dico solo di essere venuto altre due volte quella notte.

Un bel modo di passare il sabato, un bel modo di staccare la spina dalla vita e un bel modo per sentirmi di nuovo giovane.
Dopo circa 3 ore dal mio arrivo, esco di casa. La mattina che avanza accompagna il mio ritorno, il bibitone di caffè nel porta bibite aiuta un po'.
Arrivo in giardino e i miei gatti sono già la che scorrazzano come matti, sono le 5 e 34, entro in casa, mamma dorme sul mio letto con Angelo vicino a se. 
Vado in bagno e mi faccio un'altra doccia, lavo i denti e mi butto a letto, scrivo due righe sul diario, poi crollo inesorabilmente nel sonno più profondo.

quando lo faccio, anche io stringo forte :p

Non è molto bello prendersi del tempo in più solo per scopare, purtroppo la mia giovinezza mi chiede di fare certe cose e io ho un limite di sopportazione molto basso.
Resistere è difficile quindi ecco che in mio soccorso viene mia madre, sempre ben disposta a stare col bimbo.
La promiscuità è intrinseca del mio dna, essere libertino mi ha sempre dato grande soddisfazione e scopare Marco me ne da davvero tanta.
Più mi avvicino all'estate e più la voglia aumenta, non ci sarà solo Marco nel mio futuro. Questo mio essere perennemente affamato è un buon segnale, la fame indica salute e felicità, il voler mangiare il mondo indica che sono tornato.
Il mio essere "lupo" da solo si sta rivelando decisamente interessante, forse ho trovato il giusto equilibrio nelle cose, cosa che non ero riuscito a fare molto tempo fa.
Avere il bambino di giorno e diventare un predatore di notte, mi piace molto.. la gente deve temermi, solo perché sono padre non vuol dire che devo rinunciare a quello che amo di più.
Posso fare entrambe le cose con successo, l'equilibrio è la via e ora che ho scoperto come averlo di certo non me lo farò sfuggire dalle mani.
Sono Rafaele il lupo, sono stato tanto tempo innamorato della mia cara Aquila, ma dopo il suo abbandono sono stato molto male... mi è servito tempo per scoprire che il bosco è pieno di prede, la fauna abbonda intorno a me, insomma sono tornato per far danni, sono tornato per mangiarmeli tutti.
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