mercoledì 1 ottobre 2014

Piegati

Mai cantar vittoria troppo in fretta.
Succede di notte di incontrare qualcuno sulla propria strada, succede quando si vive così vicini.
Vederti sulla tua moto, vederti tutto ben vestito come sempre, salutarci con timidezza per poi arrivare a parlare seduti su una panchina.
Parlare e guardarsi negli occhi, anche se la strada è buia e l'unica luce è quella che proviene dal tuo giardino.
Parlare piano, tenersi per mano e poi baciarsi, come se non fosse successo nulla, come se tutto fosse rimasto come prima.
Arrivare al punto di doversi fermare e di continuare a parlare di cose serie, sentire le tue parole come pugnalate in pieno petto.
Mi fai male quando poi mi tieni forte la mano e piangi aggrappato alla mia spalla, fa ancora più male sentirti singhiozzare e sapere di non aver mosso neanche un muscolo per farti stare meglio.
Solo un abbraccio nel silenzio e nel buio.
Saluti imbarazzati che suonano come un addio o come uno strano arrivederci.
Cammino verso casa con i denti stretti, ci sentiamo tramite messaggi come se nulla fosse successo.
Altre pugnalate che fanno male.
Piango e mi lascio un po' andare alle mie emozioni.
Parlo con qualcuno e chiedo conferme, chiedo cosa devo fare.
Vederlo così sofferente per colpa mia mi uccide, so bene che ancora non vado bene.
Una cruda realtà spesso è meglio di una piacevole bugia.
I dubbi, la sofferenza il dolore, tutto porta alla risposta che l'amore c'è e pulsa forte.
Voglia di urlare e di farti sentire mio, voglia di lasciarti andare per non farti più male.
Non so cosa mi darà il futuro ma spero di riprenderti con me, ma adesso non va bene tutto questo.
Forse non sono ancora pronto per una storia del genere o forse lo sono ma ancora non credo abbastanza in me per poter resistere a tutto questo.
Oggi non è un giorno felice.
La notte mi ha regalato tanto emozioni e mi ha regalato un tuo bacio, uno di quelli così forti che fanno quasi male.

"Come posso amare qualcuno che adesso odio?" mi hai detto.
Mi chiedono se voglio tornare con te e io ho risposto "no"... ma solo perché adesso ti farei male, troppo male.
Riguardo il cellulare e i nostri messaggi, rivedo quelli scemi e divertenti ma anche quelli tristi e strazianti.
Siamo una cosa sola ma divisa dalle nostre emozioni.
Tu mi vuoi con te ma sai di non essere forte.
Io ti voglio con me ma so di non essere abbastanza sicuro.
Ci siamo piegati, siamo deboli adesso.
L'urlo che vorrei fare dalla mia finestra verso casa tua non uscirà mai dalla mia bocca.

L'estate è finita ormai e con lei siamo finiti anche noi.



Foto dopo la doccia.

  

martedì 30 settembre 2014

Liberarsi

Sapete tutti che questo è un periodo strano per me.
Solitudine mista a una strana sensazione gira nell'aria, la mia vita è diventata straordinariamente semplice in questi giorni.
Perdere la mia relazione ha tolto molto peso dalle mie spalle gracili, tempo per rinvigorire il mio organismo e cambiare in meglio.
Non voglio dire che adesso sono felice e tutto va bene ma avere meno preoccupazioni mi permette più libertà di azione e di pensiero.
Esco poco e se lo faccio sono solo, sto con il bambino di più e ho apprezzato alcuni rapporti umani lontani che ho capito essere importanti per me.
La mia vita è diventata normale nella sua monotonia e mi va bene così, mi serve riposare nella quotidianità.
La sensazione di essere poco apprezzato per il proprio lavoro da "scrittore" poi sta lasciando il mio corpo.
Pensavo che la gente mi vedesse solo come un ragazzo depravato che mette solo foto nudo e in parte avevo ragione, quello che non avevo considerato è che c'è una fetta di persone che ama leggere quello che scrivo e che mi reputa bravo in questo.
Mi sono ritrovato a confrontarmi con persone che mi hanno trattato da persona, che si dimenticano del mio esibizionismo e del mio modo di fare strafottente.
Mi hanno trovato ed è stato bello parlare di tutto.
Non nego che tutto questo mi ha fatto sentire meno solo, meno alla deriva e più parte di qualcosa.
Ultimamente vedevo questo blog come il male e sbagliavo a pensarla così, è una mia creazione e non deve diventare un motivo per stare male.
Le cose che a volte non dico non sono bugie ma sono cose che mi tengo per me, cose che potrò dire un giorno o forse mai.
Cose che permettono a quel limite blog/vita reale di essere ben netto e di separare le persone tra chi mi legge solo e chi a volte va oltre e arriva a vedermi ridere.
Questo periodo è stato pieno di cambiamenti e non per forza tutti sono stati positivi, la fine di una relazione non è mai qualcosa di buono se le parti in causa provano ancora amore, ma si sa le cose non vanno mai come si crede e spesso è facile farsi trascinare dagli eventi.
Tutto questo dolore che sentivo, questo peso sulle spalle che non riuscivo a togliere è servito per darmi nuova consapevolezza su alcune cose della mia vita e il supporto di persone care è stato decisivo per questo.
Non sto dicendo che adesso tutto va bene e che sta diventando tutto migliore.. dico solo di aver trovato forse la via di seguire.
Ho capito il giusto compromesso tra quella parte di me seria e quella più cazzara.
Modello che va applicato anche alla vita reale per un esistenza migliore.

Il post di oggi è abbastanza articolato e forse meno personale del solito ma mi serviva questo piccolo sfogo.
Ricominciare da capo, lavorare molto su se stessi per capir meglio la vita e quello che ci circonda.
E' stupido scappare ma a volte serve farlo per capire l'importanza delle cose che si sono perse.
Lasciarsi tutto alle spalle, anche le cose buone, per dare modo al proprio cervello di capire i propri limiti.
Ho fatto tutto questo per me e in parte per lui, Lasciare tutto e imparare cose nuove di me.
Capire che posso essere chi voglio e mostrarmi quanto voglio.
E' stranissimo a volte capirsi.
Ieri ho condiviso una foto su instagram dove si vedeva in parte il mio viso.
Piccolo passo verso una totale chiarezza o solo un piccolo regalo per dire "io esisto" e "sono reale".

Sentire il peso dei propri scritti, sentirsi finto e solo nell'aria.
Sono reale come tutti, forse solo un po' più chiuso in me stesso.
Proteggo quelle cose per me importanti e lo faccio a modo mio.
Le cose cambiano, io cambio.
Liberarsi di alcuni pesi fa bene.
Perché anche quando tutto va male è ti senti solo la sensazione di sentirsi libero è l'unica cosa che riesce a darti la forza di andare avanti.


Liberarsi di tutto; dei vestiti delle maschere e di tutto quello che non riuscivi a capire.
Liberarsi ha i suoi lati positivi e negativi, ho perso così tanto ultimamente e la ferita ancora brucia sulla mia pelle.
Non posso stare fermo però, non posso curarmi e aspettare che la ferita si rimargini devo procedere su questa strada senza voltarmi mai.
Andare dritto, sparato come fossi un proiettile, seguire il percorso che mi sono prefissato.
Ripensare al passato mi deve far sorridere e non disperare, non tutto quello che si lascia indietro è perduto, camminando prima o poi calpesterò lo stesso terreno che sto attraversando ora e mi riprenderò quello che voglio e desidero.
Le cose cambiano sempre nella vita e spesso te ne rendi conto solo quando ormai il cambiamento è avvenuto.
Devo essere artefice io stesso del mio cambiamento, devo essere consapevole di quello che sta succedendo.
Sembra poco ma certe cose per me sono come dei grossi balzi che ho sempre faticato a fare, riprendersi alcune cose dal passato, mostrarsi più umano e meno cartaceo.
Passi piccoli lo so, ma che valgono chilometri per il sottoscritto.
Sono stanco di sentirmi debole e alla deriva, sono stanco di essere schiavo delle mie paure.
Liberarsi serve anche a questo, perdere tutto per poi capire le cose che davvero sono importanti.
Capire cosa vuoi dalla vita, capire che uomo vuoi essere.
Spogliarsi di tutto per non avere catene che ti legano, sentirsi libero e affrontare il mondo che ci circonda.

Mostrarsi per come si è in realtà e semplicemente vivere.



  

sabato 27 settembre 2014

Rifugio

Capita che un giorno qualunque si tramuti in qualcosa di più a volte.
Sono in casa da solo oggi; come ogni sabato la mamma ha portato via il bambino e mia madre leva i panni della nonna per tornare ad essere una donna libera.
Ascolto musica, prima allegra e spensierata, poi un link di facebook mi porta ad ascoltare canzoni del mio passato.
Canzoni belle ma che parlano di cose brutte.
Ascolto questa e l'istinto di scrivere parte senza sosta.
Scrivo di impeto sul computer questa volta, niente pagine di carta questa volta.

In questo periodo sto male.
Mi sento debole e soffro come fossi ferito realmente.
Percepisco la gente intorno a me come un peso enorme e non capisco come posso liberarmene.
Pur sapendo che stare insieme fa bene voglio solo stare solo.
Sensazione strana questa, voglia di solitudine senza però essere realmente solo, insieme ma protetto da un qualcosa.
Ho bisogno di un rifugio dove posso riprendermi dalle ferite.
Ho bisogno di un posto dove posso sentirmi libero e protetto.
Mi manca questa sensazione ormai da tempo.
Da quando hanno distrutto il posto per me su quella famosa spiaggia.
Ma devo essere sincero.. mi sentivo protetto fino a poco tempo fa.
Quando tra le tue enormi braccia trovavo rifugio, quando tra le lenzuola ridevamo forte facendo battute sceme, quando eri con me anche quando ti dicevo di andartene.
L'amore è così.. è strano è stronzo, ti ferisce ma ti da tanto.
Devo crescere per poterti dare quello che meriti, devo maturare per poter essere un uomo e meno un ragazzo.
Mi sento a pezzi adesso, gettato via come fossi abbandonato come un cane sul ciglio della strada.
Avevo un rifugio sulla mia strada e l'ho abbandonato per la paura di perderlo.
Mi sento nudo adesso, nudo all'aperto.
Esposto al gelo e alla pioggia di settembre che pretende di vincere sul tiepido sole di una stagione calda ormai finita.
Fa male essere colpito in questo modo.
In parte mi rende più forte, in parte mi uccide.
In parte me lo merito per aver abbandonato il mio rifugio per qualcosa di più semplice.


  



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