martedì 29 luglio 2014

Come uccidere un animale.

E notte fonda, in casa dormono tutti ormai da ore, come sempre fatico ad addormentarmi. Penso troppo a quello che mi circonda.
Giorni normali, giorni accaldati con pioggia sporadica, giorni che ti fanno pensare.
Domenica doveva essere un bel giorno eppure è bastato poco per rovinarmelo; sapete sono una persona che crede molto al karma, penso che alcune cose poi si risolvano da sole nel corso del tempo, che una certa giustizia mondiale esiste e chi tutto ci tornerà indietro come un boomerang prima o poi.
Domenica doveva essere un bel giorno, fatto di spensieratezza e con una bella scampagnata in programma, amici fidanzato e anche il bambino, tutti insieme poco fuori Roma, vicino a un fiume, brace natura e relax, l'appuntamento era per la mattina, vicino casa mia, andiamo a piedi visto che non dovevo usare la macchina.
Tutto programmato tutto deciso.
Semaforo rosso per i pedoni, io e Angelo facciamo il classico gioco dei colori e come sempre ci divertiamo a chiamare cretini tutti quelli che passano quando c'è "l'omino rosso", Riccardo è al telefono con il fratello subito dietro di me.
Dopo un bel po' di minuti ecco il verde comparire, un rosso fisso si accende per segnalare alle auto di fermarsi, faccio 5 metri o forse anche meno, colpa mia, una distrazione di chi si fida ad attraversare la strada in un quartiere abitato di piccole dimensioni e per giunta con l'asfalto pieno di buche.
Mi volto e vedo un grossa e immensa macchia bianca, va veloce e non sembra volersi fermare, anzi mi sembra accelerare, per un attimo trattengo il fiato, come sempre quando mi capita di vedere un'auto che va a tutto velocità contro di me (ma di norma rallentano subito).
Realizzo in pochi secondi quello che temevo, l'auto non sta rallentando. Veloce io e abile il guidatore, ho fatto un passo indietro trascinando il bambino con forza, l'auto ha allargato di molto la sua traiettoria lasciano forse uno o due metri tra di noi.
Mi supera con velocità e inchioda con forza pochi metri dopo, con un forte rumore, una frenata epica che mi ha frantumato il cervello.
Tutto è durato un attimo e prendo coscienza di me, il bambino urla come un disperato e vuole venire tra le mie braccia, io mi sento quasi paralizzato dalla paura.
Mi sono davvero cagato in mano.
Supero la strada con Angelo in braccio, piange forte e si aggrappa a me, Riccardo corre verso di me e mi appoggia una mano sulla spalla, mi chiede come sto io e come sta il bambino.
Rispondo con un "bene", un po' di gente che aspetta l'autobus si affretta verso di me, "lei come sta?" "Il bambino?".. non ci capisco ancora nulla.
Sento mille voci e mi sento soffocare, sento Angelo appoggiare la testa sulla mia spalla e stringermi forte, piange ancora.
Ancora confuso sento una voce urlare "stronzo!" e poi "ma che cazzo fai?" e no non è la folla che urla ma è il guidatore che mi urla contro.
"Si attraversa così la strada?" mi dice con rabbia, io guardo quei suoi occhi grigi e non capisco, "era verde per i pedoni" dico con forza.
Mi spinge con forza e con una mano sola, mi colpisce la spalla destra quella opposta alla testa di Angelo, lo fa per tre volte di fila e continua a dirmi "stronzo".
Ripenso a quella scena di pochi secondi, ripenso a tutto e l'unica cosa che vedo è Angelo piangere, non ci capisco molto, ripeto in tono arrabbiato " era verde per i pedoni".. "dove cazzo corri a 2000 su una strada del genere?" mi chiama stronzo ancora, la folla urla lui cerca di urlare sopra di loro, si avvicina di nuovo e mi chiama "pezzo di merda".
Stacco Angelo dalla mia spalla e gli sorrido, lo faccio sedere su un muretto basso vicino al semaforo e mi giro, lo colpisco al volto con la mano, un pugno forte ma dato in malo modo, mi faccio anche male. Non lo prendo con cura, sicuramente non gli ho fatto tutto questo dolore, incazzoso il signore si avvicina con forza e mi afferra per le spalle, mi spinge con più veemenza e cado all'indietro.
La folla si avvicina di più e gli urla contro, una ragazza si avvicina a me e mi chiede come sto, poi quello che succede dopo è quasi surreali, sento la gente urlare di nuovo intravedo Riccardo contro l'uomo e credo di aver contato solo due colpi, il guidatore cade a terra scosso e si allontana di fretta.
Il viso è rosso dalla fatica, si tiene una spalla evidentemente dolorante, la folla lo offende pesantemente, mi urla contro la frase "stronzi di merda io vi denuncio" una signora della folla lo offende con ancor più volgarità mandandolo a cagare (denuncia sta fregna.. cit)
Gesti scurrili pesanti e il tipo sembra fuggire via, scappa e se ne va.
Ormai sono in piedi da alcuni secondi e sto di nuovo con Angelo sulla spalla, ringrazio la folla soprattutto la signora e la ragazza.
Mi fa male la schiena, sono sporco causa caduta ma soprattutto mi fanno male le gambe, già soggette da alcuni problemi ossei nelle ultime settimane.
Il bambino ha ancora l'espressione di paura, mando Riccardo ad avvertire gli altri.. me ne resto a casa oggi.
Il bambino non piange più mentre torno a casa, mugugna come un cane bastonato, si è spaventato molto dopo tutto.
A casa prendo un antidolorifico e gli spiego del perché il gioco dei colori è importante, sa bene (anche se molto piccolo) che non deve mai dare retta a l'omino rosso e se lo facciamo è per questo.
Il signore cattivo però ha barato e barare in quel gioco non va bene ed è per questo che ho alzato le mani.. ma ho sbagliato anche io a farlo.
Si accoccola su di me, chiamo Laura e le chiedo di passare a casa, gioco con Angelo e gli tengo compagnia; Riccardo arriva presto e Laura subito dopo.
Giochiamo un po' tutti con lui, qualche caramella e poi chiedo a Laura di portarlo al parco io le dico "non ce la faccio adesso".
"Fammi sapere come sta" le chiedo... neanche 20 minuti dopo avrei ricevuto una foto sul cellulare che lo ritraeva sorridente mentre mangiava un gelato.
Mi sono messo l'anima in pace. Ho ripreso a respirare normalmente.
Sono in casa nervoso, cammino avanti e indietro e Riccardo mi parla, mi dice alcune cose. Lo ringrazio per il gesto fatto, anche se da quando sta con me non si allena più a muai thai vedo che almeno la forza non è diminuita.
Mi basta poco per avere un pianto nervoso e non so neanche io perché lo faccio.
Sembra stupido tutto questo ma ho davvero avuto paura per me e Angelo.
Non so a quanta distanza era effettivamente il suv ma ricordo chiaramente una folata di vento così forte da farmi mancare il respiro, i miei capelli sul volto e una sorta di botta, probabilmente lo spostamento d'aria.
Ho davvero avuto paura per noi e non so ora come sarebbe se io non avessi indietreggiato e se lui non avesse deviato la traiettoria.
Troppe domande, decido di uscire un po' con Riccardo per non pensarci. Ho ancora un groppo in gola.
Non ho mai avuto paura per la mia vita ma da ieri mi sento nervoso.
Ho paura di perdere Angelo per gente cogliona come quel guidatore.
Ho paura che tutto possa finire rapidamente.
Perché una domenica come tante può tramutarsi nel tuo ultimo giorno.
Non ho mai avuto paura della morte ma da ieri inizio a temerla.
Ho quasi perso tutto ieri e solo ora capisco quanto tutto quello che ho sia essenziale per me.
Quel bambino è il mio mondo.
E io necessito di un mondo per vivere.

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Io e Angelo, qualche giorno fa.
Scrivo nella notte disperato, da una parte tutto è tornato normale e la tranquillità regna sovrana, Angelo sembra stare bene, si è spaventato molto ma è finita la.
Io mi sento strano oggi, quasi diverso.
Ho più paura per la vita ma ho più coraggio in corpo.
Questa esperienza è stata un attimo, forse non sarebbe successo comunque nulla se non indietreggiavo ma continuo a pensarci.
La vita è davvero effimera e leggera.
Mi definisco lupo e ora tremo come un agnello per la paura provata, un pianto nervoso è nato ma so bene che non posso lasciarmi schiacciarmi da certe cose.
La paura è normale e "stringere il culo dalla paura" è normalissima in una situazione del genere.
Ho avuto incidenti d'auto in passato, sia in motorino che in auto ma mai a piedi ed è davvero diverso.
Vedere quella sagoma velocissima verso di te ti pietrifica, ti immobilizza. La paura ti sconfigge a volte.
Riccardo dice che sono troppo negativo, mi dice che dopo tutto un passo indietro io l'ho fatto. Che con forza ho ingoiato la paura e sono andato avanti, spaventato ma con un motivo.
Può sembrare stupido scrivere tutto questo per un incidente neanche avvenuto ma mi ha dato molto da pensare.
In parte spaventato e in parte confuso.
Solo ora, con il favore della notte, capisco meglio alcune cose. La paura è normale della vita e io ho avuto un assaggio di paura più che legittima e normale.
La paura mi ha dato ancora una scarica di adrenalina come non mai, tutta la giornata di ieri è stata strana.
Ero nervoso, confuso eccitato e a tratti euforico.. la rappresentazione dell'essere lunatico, ero preoccupato per Angelo che poi si è rivelato più forte di me (o forse solo più sciocco) che dal basso dei suoi 95 centimetri ha già dimenticato tutto.
La vita non va sprecata, la vita va vissuta ogni giorno. Una domenica  qualsiasi può essere il tuo ultimo giorno, qualsiasi giorno potrebbe essere l'ultimo.
Godiamoci questa vita per come è.. un grosso regalo della natura.
Dal canto mio posso dire che nonostante tutto ne sono uscito bene, un po' dolorante in tutto il corpo ma bene.
Per uccidere questo lupo e il suo cucciolo ci vuole ben altro dopo tutto.
Ho resistito a troppo per morire investito da una semplice automobile.
Tutto questo mi fa pensare alla morte.
Chissà quando sarà la mia?

Spero solo di lasciare qualcosa in questo mondo di buono e di lasciare un Angelo fatto e finito come persona.
Chissà..
Per fermarmi ci vuole ben altro.
Uccidere un animale può essere difficile eppure di modi ne esistono tanti.
Godiamoci questa vita e vediamo cosa accade.
Dopo tutto non morirò domani giusto?
Giusto? 

Aaaah adesso si che sono stanco.
Mi tuffo a letto e tra le braccia del mio bel salvatore.
Ovviamente dormo tutto nudo che con questo caldo si soffoca.
Alla prossima (spero).

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Riccardo arrivo (vabbè forse ho esagerato con la parola tuffo)

  

venerdì 25 luglio 2014

La Spiaggia

Sono giorni caldi, giorni di tempo abbastanza caotico in un misto tra il bello e il brutto. L'umore non è dei migliori ma neanche dei peggiori, forse troppo riflessivo per un semplice luglio che spesso dovrebbe spingere la mente a viaggiare.
Resto a casa, esco di rado (e se lo faccio deve essere qualcosa di bello) mi godo le mie giornate per quello che sono.
Scrivo molto ultimamente eppure mi sento un po' scombussolato, forse colpito da questa strana aria che si respira, da una parte mi sento molto felice ma dall'altra sembra quasi che tutta questa "normalità" mi faccia male.
Non so se mi sono spiegato per bene, non mi lamento ne sbuffo dalla noia, però passare da un periodo pieno di impegni a uno totalmente vuoto fa strano e anche un po' male.
Sono una creatura attiva portata per stare in movimento perpetuo, nato per agire e per stare fermo per poco tempo.. questa afosa estate invece si sta tramutando in qualcosa per me insolito e assolutamente fuori dal comune.
Una sorta di odio insensato verso il mare (o forse solo del mare che ho vicino casa, acqua schiumosa) una vita sociale molto stentata e poca voglia di fare tutto, sarà il caldo o sarà la disoccupazione ma questa cosa deve finire.
Così, spinto da questa ritrovata voglia, sono uscito in serata con Riccardo e alcuni amici verso mete note del mio passato, un giro locali dove alcuni miei vecchi amici lavorano per l'animazione e mi sono goduto un po' di buona musica live, un po' di alcol e un po' di vita sociale in stile ventenne.
Il casino è stato estremo, le urla e gli applausi hanno distrutto le mie orecchie, il trasformarsi del locale da live bar a pseudo discoteca mi ha fisicamente distrutto, il mio fisico ancora fatica a riprendere certi ritmi forzati.
Usciti abbastanza preso e salutati gli amici mi sono ritrovato sulla spiaggia adiacente il locale, la gente era quasi tutta dentro impegnata a ballare ed io lì con il mio ragazzo a riposarmi su un grosso asciugamano da spiaggia portato di proposito.
Guardiamo le stelle e la luce è poca, parliamo di alieni, costellazioni e pianeti, usiamo una app per studiare il cielo stellato, parliamo dell'astronomia e dell'astrologia e di come una schiacci l'altra, della mia passione per lo spazio e delle costellazioni, del mio sapere alcune cose sulle stelle ma di essere totalmente incapace di ricordare i segni zodiacali nel loro giusto periodo dell'anno (grande mia lacuna) e di altre cavolate fantascientifiche.
Siamo rimasti lì per un po', ridendo e parlando del mondo che ci circonda, il vento fresco colpiva il mio viso e mi sono reso conto che mi mancava davvero tanto la sensazione.
Mi levo le scarpe e mi avvicino alla riva, l'acqua pulita del sud del Lazio mi ha chiamato e ben presto sono entrato in acqua fino alle ginocchia.
Riccardo mi chiede "cosa fai?" e poi "quanto vuoi andare avanti?" ridendo torno indietro e gli dico che devo recuperare il tempo perso e che il mio odio per il sole e la sabbia tra le chiappe non poteva temermi lontano dalla mia amata acqua.
Mi fermo nei pressi dell'asciugamano, butto cellulare e portafoglio con forza e mi sfilo i pantaloncini, rimango in boxer e ben presto levo la maglietta, Riccardo inizia a ridere forte e mi segue sulla riva, pochi secondi, una risata e via in acqua.
Ride e mi chiama dalla riva ma ben presto si rende conto che non lo stavo considerando molto.. quindi ecco apparire sul suo volto una strana espressione, torna indietro e si spoglia anche lui.
Se io indosso un paio di boxer neri attillati, lui si presenta con dei boxer chiari, tutti tirati su per i movimenti, ride forte e si tuffa pure lui.
"Dobbiamo andare al mare più spesso" dico ridendo, specificando che di notte è il momento migliore per divertirsi, risponde alla mia affermazione dandomi ragione, poi ci sediamo, l'acqua è poco mossa, quel giusto che ci permette di stare tranquilli a parlare.
Non restiamo molto in acqua, l'ora semi tarda e la sua fobia per l'oscuro male blu che nasconde bestie pericolose, ci hanno spinto fuori.
Certo prima di uscire ho preteso di stare almeno due minuti tutti nudi nell'acqua, insomma nulla di esagerato solo di abbassare i boxer e di giocare con le mani.
Abbiamo riso molto questa notte, uscire dall'acqua poi ci ha rivelato che la temperatura calda era solo per chi era vestita e il freddino ci ha colpiti, l'asciugamano era abbastanza grande per entrambi ed eccoci poco dopo nei pressi della mia auto ad asciugarci e a riscaldarci a vicenda.
Per fortuna aveva la borsa della palestra preparata che abbiamo totalmente disfatto. Io ho rubato una sua maglietta e lui si è persino cambiato i boxer, pretendendo di essere coperto da me senza essere spiato (e io ho fallito miseramente).
Sulla via del ritorno ecco la sua mano fredda appoggiarsi sulla mia gamba scoperta (e si guido in boxer) gli occhi si incontrano, si ride forte parlando della serata, rallento con la velocità e ben presto mi fermo nei pressi di casa.
Ci baciamo forte e le sue mani sono già tra le mie gambe, ci baciamo a lungo, come piace a me, ci lasciamo un po' andare (forse un po' troppo).
Qualche minuto dopo emergiamo di nuovo dal buio della mia auto, più rilassati stanchi e sporchi.. arriviamo a casa e con fretta entriamo nel mio giardino, lancio l'asciugamano bagnato e sporco di sabbia sulla panchinetta ed entriamo in casa.
Qualche coccola, una doccia rapida, il letto e io che resto sveglio al pc, scrivo anche questa notte.
Rido pensando alla serata, agli amici e a lui.

Condividiamo un mio selfie sfocato anche qui.

In questi ultimi tempi mi sento molto "vecchio dentro", voglio stare solo, accetto poca compagnia e solo se è del mio ragazzo.
Mi piace stare per i fatti miei a fare qualcosa utile per me, mi piace scrivere, giocare al computer o cazzarare nella rete.
Passo il tempo o forse perdo il tempo, mi lascio sfuggire emozioni e possibilità da sotto lo sguardo.
Ho smesso di godermi i momenti con mio figlio in questo periodo, troppo impegnato a mandare a fanculo la vita, troppo impegnato a pensare a me.
L'egoismo è il peggior difetto della mia famiglia e non devo cascarci così facilmente anche io, è bastata una serata fuori, leggera e spensierata con amici e uomo per farmi capire la cosa giusta da fare.
L'umore non sarà dei migliori ma chiudersi a riccio nei confronti del mondo non aiuta, anzi peggiora solo la situazione dandomi stress in più senza un vero e proprio motivo.
Sono un po' un eremita in questi giorni.. non è un male esserlo se so dosarmi e so come evitare che la mia stessa vita cada su se stessa.
Ho molte cose da fare e pensare, non posso perdere tempo.
Ho avuto tante fortune nella vita dopo tante sfortune, devo saper gestire tutto questo.
Anche se ultimamente mi vedo invecchiare nonostante i miei 24 anni, anche se vedo i capelli diventare sempre più lunghi e bianchi, anche se vedo la barba crescere e le occhiaie ingrandirsi.
Sono un po' alla deriva ultimamente ma lo sono perché io per primo voglio esserlo, ho i mezzi per tornare a riva e non li sto usando.

Sto andando alla deriva perché ho paura di cosa posso trovare sulla spiaggia.


tritone



  
Foxes: Let Go for Tonight Album: Glorious

Un po' allegro e un po' pensieroso oggi.

martedì 22 luglio 2014

Osare

Si scherza, si ride forte e ci si guarda con attenzione. Fa caldo anche se il cielo è plumbeo, i gatti girano per casa curiosi e pigri.
La cucina è sporca e devastato, il tavolo un campo di battaglia; il salotto è disordinato ma con un suo ordine intrinseco.
Le porte sono tutte aperte e le finestra spalancate, l'aria è calda e nulla vola, il caldo è troppo pure per gli insetti che si rifiutano di farsi vedere.
Il silenzio regna sovrano e tu sei sdraiato sul mio letto che dormi, io vicino a te e aspetto la fine del tuo sonno.
Mi piace vederti dormire.
Indossi una canottiera grigia e dei pantaloncini blu, non indossi i boxer visto la mia influenza del "niente mutande in casa". Io indosso una maglia senza maniche , una di quelle scure con le aperture delle maniche larghe, grossi buchi che scendono quasi fino ai fianchi, pantaloncini neri molto vecchi, ci facevo palestra e calcetto.
Ascolto musica con le cuffiette per non disturbare, anche se mi muovo un po' e canticchio a bassa voce; ti svegli poco dopo e con gli occhi ancora chiusi mi regali un grosso sorriso.
Ti avvicini a me e mi baci, sei pigro e assonnato, fatichi ad emergere dal mondo dei sogni e rimani in stasi per alcuni minuti.
Sembri quasi in stand by, non muovi un muscolo e sembra che tu stia dormendo, solo la mano che mi accarezza il braccio manda segnali di vita veri e propri.
Ti svegli con calma, strusci il tuo viso contro il cuscino e poi contro la mia maglietta, hai il viso rosso e gli occhi stanchi, ti lasci andare alle mie coccole, ti lasci toccare senza difese.
Ti spoglio delicatamente quando sei ancora indifeso, rimani nudo sul letto senza fare troppe mosse, ti accarezzo la schiena, mi soffermo sulla nuca e sulle tue guance, scendo poi sul sedere e seguo le linee del tuo corpo.
Faccio il ragazzo curioso e con la mano esploro il tuo corpo con forse un po' troppa veemenza. Apri gli occhi segnalando un po' di disappunto ma non ti opponi alla mia curiosità.
Strisci nudo verso il mio corpo e ti accoccoli su di me, continuo a farti mio con le labbra e i denti, un bacio delicato segue sempre un morso di fame.
Le mie mani si soffermano sul tuo sedere, le carezze diventano pacche e le pacche diventano qualcosa di più, sento i tuoi mugugni di dolore/piacere, ogni colpo fa sempre più rumore e la cosa mi eccita.. la cosa ti eccita.
Mi lanci uno sguardo inequivocabile, mi baci forte e prendi la mia lingua con forza, l'aspetto assonnato lascia il tuo corpo e si scambia con quello voglioso; prendi con forza la mia nudità, mi spogli senza mezzi termini o senza chiedere.
Ti avventi con forza e fame sulla mia eccitazione, mi fai tuo per svariati minuti. La testa va indietro mentre mi godo il piacere, le nostre mani sono unite in una presa forte all'altezza del mio inguine.
Il tempo passa e ti lasci prendere da me, colpi forti e colpi delicati, tante parole alle tue orecchie, il suono delle mie mani sul tuo corpo e il sudore dei nostri corpi che si mescolano.
Fa caldo, davvero troppo caldo.
Le pause diventano una norma in questi casi, si fa l'amore per un po'.. ci si ferma poi si ricomincia ancora una volta.
Andiamo avanti con questo tango per un bel po' di tempo, il caldo mi uccide ma è piacevole la sensazione che mi lascia.
Sento il tuo corpo umido appoggiato al mio, un misto tra lo sporco e il pulito, tra l'eccitato e l'infastidito. Il tempo passa e tu resti li sdraiato e inerme, mi baci forte e mi chiedi di continuare, di farlo ancora, di farlo più forte.
Uso le mie ultime energie ed eseguo i tuoi ordini, ti rendo mio nella forma più profonda che conosca, tu ti diverti in questo processo e poco dopo mi regali la tua eccitazione tra le mie braccia.
Ti lasci catturare anche dalle mani, ti avvolgo il corpo e ti lascio finire, ti lascio liberare la tua voglia.
Urli forte in questo processo.
Poi tutto finisce, siamo stanchi sporchi e bagnati dal nostro stesso sudore, mi chiedi di fare la doccia con me, vuoi essere lavato mi dici; sotto l'acqua tiepida massaggio le tue massicce spalle e il tuo petto prominente.
Mi godo il tuo corpo a pieno e ti tocco ovunque, ormai l'eccitazione è sparita ma è bello sapere che tutto quello che vedo è solo per me.
Sento quasi un brivido che segue tutto il mio corpo, mi eccito di nuovo un poco.. quel giusto per rendere l'uccello abbastanza appariscente.
Non pensar male, ti dico, non ho più voglia.. ma la tua presenza mi fa quell'effetto; continuo il massaggio con tutto il corpo, siamo uniti pelle contro pelle, sono unito a te.
Ci baciamo forte e ridiamo ancora un po'.
Mi sorridi e mi dici una cosa, mi imbarazzo un po'.. ma poi ricambio.
Ci asciughiamo insieme poi torniamo nella nostra vita quotidiana, pc accesso, io che scrivo, tu che sistemi la tua roba, canto forte la canzone che ascoltavo prima con le cuffiette, quella che mi ha spinto ad osare e a farti mio.
Ovviamente in una relazione fare sesso è normale ma è anche vero che farlo bene non è da tutte, tengo molto a te e non ho intenzione di lasciarti scappare.
Ti dico alcune cose, scrivo alcune cose, canto alcune cose e faccio tutto questo per te.
Perché ti voglio, ogni giorno.
Perché ti desidero ardentemente in ogni momento.
Perché nel bene e nel male adesso sto meglio e non mi sento più solo.
Perché osare con te ha un gusto diverso e molto più piacevole.

timidezza intrinseca 


Sarò strano scrivere spesso di te? O forse potrei essere noioso.
Mi piace averti per casa e vederti indaffarato, mi piace quando ti alleni e lo fai mezzo nudo, mi piace quando mi sorridi senza motivo e ti lasci prendere.
Sono una persona strana su molti punti di vista eppure con te sembro una persona normalissima, riesci a calmarmi a tenermi sotto controllo, mi fai vedere il mondo con occhi nuovi e riesco a capire molte cose adesso.
Non devo aver paura di vivere i sentimenti, non devo aver paura delle reazione della gente, l'ho capito finalmente.
E' merito tuo se ora sto così bene dopo quel brutto periodo ed è merito tuo se affronterò il compleanno di Angelo con un sorriso in più, con più forza d'animo.
E' così strano renderti partecipe delle mie cose scritte, giri per casa e spesso passi qui davanti e leggi tutto, mi baci mi chiedi di non smettere di cantare "ti piace" mi con calma.
Mi sento così diverso in questo momento, può sembrare assurdo ma tutto sembra avere un senso da una settimana a questa parte.
Meno rabbia repressa, meno incazzature, solo io te e l'estate, la libertà che nasce quando finiscono gli esami all'università e i piacevoli momenti in compagnia degli amici.. ma io aspetto gli attimi in cui siamo soli, quando nessuno ci guarda o giudica. Solo io e te, legati forte tra di noi, aggrovigliati in questo assurdo legame che pare funzionare.
Fare l'amore non è da tutti e io finalmente riesco a farlo con te.
Mi è servito tempo, molto tempo, ma finalmente eccomi qui, solo per te con il corpo e il cervello.
E' tutto quello che posso darti, me stesso in ogni forma possibile ed esistente.
Osare con te ha un gusto diverso, ho osato facendoti entrare nella mia vita e nella mia casa e non potevo fare scelta migliore.
Mostrarti la mia interezza è una giusta ricompensa.. mi fido di te e dirti ti amo non è più così difficile.
Osare permette di avere chiare certezze dalla vita a volte e al momento una di queste certezze sei tu.
E non posso che essere felice per questo.


 

Gorillaz: Dare Album: Demon Days

E mentre scrivo questo post canto questa canzone, cantata dalla "componente femminile" del gruppo, Noodle.
Non sarà mai nelle mie corde ma uno ci prova comunque.
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