Arrivare tardi in città, le strade deserte anche se è sabato notte, anzi domenica mattina ormai. Solo un autobus in lontananza, con le luci gialle fioche che lo rendono visibile anche in questo buio assai particolare.
Scendo dall'auto e una coppia mi taglia la strada, lei è palesemente brilla e lui la sorregge con forza.
"Ancora poco e siamo a casa" le dice il ragazzo, mi fermo a guardarli per qualche minuto poi li supero. Seguo il piccolo sentiero pieno di piante, assai strano per un palazzo nel mezzo della città, colori particolari catturano il mio sguardo.
Un rosso acceso colpisce la mia attenzione, un grosso fiore proveniente da un bulbo si erge in questo giardinetto, grosso come un'imponente bocca aperta che cerca di dirmi qualcosa.
Arrivo al portone e spingo il pulsante bianco; " quando arrivi premi quello vuoto devo ancora metterci il cognome" pochi secondi e una voce fioca mi dice, "terzo piano... passo" facendo il rumore dei walkie talkie, rido. Il portone si apre ed entro silenziosamente.
Salendo per le scale la prima cosa che mi colpisce è vedere come siano totalmente al buio, uso il cellulare per far luce e non cadere, insomma sicuro il palazzo.. penso.
Al piano una porta socchiusa emana una leggera luce arancione, quel tipo di luce calda spesso proveniente da quelle grosse lampade con base, entro ed eccola lì, come sospettavo.
L'ingresso è molto ampio e lascio la giacca appesa su un appendiabiti, unica cosa in quella stanza insieme alla lampada.
Marco si avvicina e mi abbraccia, veloce ma calorosamente e mi accompagna a fare un giro, la cucina è pronta, ancora sporca per i lavori ma pronta, la camera da letto un po' meno visto che è stata dipinta da poco.
"Dormo in salotto, sul materasso a terra, come i giapponesi" dice ridendo... io ribatto dicendo che mi ricorda più la casa di un tossicodipendente... "non erano i tossici a dormire col materasso a terra?" ride molto rumorosamente; sparisce in cucina per qualche minuto poi ritorna con il caffè, "lo prendiamo di qua, perché in cucina si muore ancora", mi siedo su una comoda sedia di legno, una di quelle nuove che trovi in tutti i salotti, comode con lo schienale con delle strane forme, mi chiede del lavoro e della settimana, mi chiede di me e di come sta il bimbo.
"Qui è meglio" gli dico schiettamente, riferendomi al posto di incontro. Non amo portare il sesso senza amore in casa, là dove dorme mio figlio a due metri, meglio una casa nuova in sistemazione che la mia, meglio casa sua per certe cose, specialmente visto quello che vuole organizzare per la settimana prossima.
"Visto che siamo single pensavo di aumentare il numero dei partecipanti", fai come credi.. gli dico stizzito, queste cose vengono bene solo se nasce un filo di chimica, se vuoi fare una cosa a tre, prima devi presentarmelo, almeno qualche ora prima, vorrei prima sapere il nome se me lo devo scopare.
Ride di nuovo e mi racconta un po' della faticosa settimana, "ci vorrà un po' per sistemare casa, non ho neanche i mobili ma è pur sempre Roma", ora sono io a ridere, vive in una casa quasi totalmente vuota, le voci rimbombano ancora un po'.
Si siede vicino a me e mi mette una mano sul collo "sei così teso Rafa", il lavoro rispondo, la sua mano inizia a stringere forte la mia nuca, le mani poi diventano due e ben presto mi ritrovo di spalle al suo viso mentre mi fa un massaggio.
Come sempre, la maglietta è la prima a sparire e mi ritrovo a petto nudo con lui impegnato in un notevole massaggio, usa molta forza, fa anche un po' male ma effettivamente ha avuto successo.
Lo stress rilegato in quella zona mi ha abbandonato, il contatto continuo ha iniziato a fare effetto ed ecco che nei miei boxer qualcosa già si è svegliato.
Le mani si allungano notevolmente, giungono fino al sedere per questo, mi ordina di spogliarmi; tolti i jeans rimango in boxer e calzini.
Mi accompagna sul suo letto altezza pieni, comunque ben fatto e mi sfila i calzini. Si avvicina da dietro e inizia a toccarmi i piedi, delicatamente ma con la stessa forza di prima, supera i polpacci velocemente e si ferma sulle cosce.
Tocca, accarezza e scopre, sale ancora un po' più su e inizia a toccarmi il sedere, passa poco tempo e leggermente me li sfila. Scendono sulle gambe seguendo il suo ritmo e mi ritrovo nudo.
Mi guarda e fa qualche complimento, si avvicina ai reni e inizia a baciarmeli, scende sempre di più e si addentra in terreni pericolosi.
Gli faccio notare che farlo sarebbe da incoscienti visto l'assenza di precauzioni, mi sorride dicendo, mi fido di te per certe cose e inizia inesorabile.
Apre le mie gambe e con la lingua piena arriva in posti molto desiderati, lecca molto bene e delicatamente, si sofferma anche sulle palle, ma poi torna su con tutta la sua forza.
Passa qualche minuto e si siede sopra di me, mi massaggia la parte alta della schiena, si toglie la maglietta e percepisco i suoi pettorali con la scapola, le sue gambe sono strette sui miei fianchi e sento i suoi polpacci premere sul sedere visto i pantaloncini corti.
Mi massaggia per un bel po', tocca e esplora il mio corpo, mi lascio andare, eccitato ma allo stesso tempo molto rilassato, piego la testa di lato e chiudo gli occhi.
Lo sento allontanarsi e un rumore di una chiusura lampo mi fa capire che ora è nudo come me; si sdraia accanto a me e mi bacia sul collo, mi fa girare pancia in su mettendo in mostra tutta la mia eccitazione.
La mano scende e afferra le palle, poi risale e lo prende in mano. Dolcemente fa su e giù e io sono già bagnatissimo da tempo, gli sporco le mani e lui gode in questo.
Si avventa su di me, ma si rallenta alle mie lamentele, voglio il preservativo (non se sa mai), li prende dalla mia giacca e torna sul letto con me.
Lo mette lui a me, piano e in una maniera eccitante, giusto il tempo di trovare il ritmo e sono dentro di lui per tutta la lunghezza.
Sembra che mi stia cavalcando e la cosa non mi dispiace, una mano sul petto e l'altra sul culo, spingo forte col bacino vedendo il suo viso contorcersi dal piacere.
La stanza semi vuota fa rimbombare i nostri gemiti rendendo tutto ancora più eccitante, lo vuole e mi vuole, si fa scopare per bene.
All'apice del rapporto lo giro rapidamente e me lo scopo con il sedere verso l'alto, spingo ancora più profondamente, lo vedo mordere il cuscino e io continuo, non mi fermo.
Uso la mia mano e cerco di segarlo, lui abbassa la testa e gode, mugugna qualcosa di incomprensibile e viene inaspettatamente, io rimango perplesso, non me lo aspettavo così rapidamente.
Non è un problema per lui e mi lascia finire, ancora con il mio uccello dentro per qualche minuto, finisco sul suo sedere e sulla schiena una volta fuori.
Mi porta in bagno, ancora sotto lavori, e mi fa sentire come due muratori che si lavano in cantiere, ridiamo ancora un po' mi tocca di nuovo la sotto, mi bacia prepotentemente infilando la lingua nella mia bocca.
Mi tiene letteralmente per le palle, mentre lo fa, mi viene duro di nuovo e beh.. vi dico solo di essere venuto altre due volte quella notte.
Un bel modo di passare il sabato, un bel modo di staccare la spina dalla vita e un bel modo per sentirmi di nuovo giovane.
Dopo circa 3 ore dal mio arrivo, esco di casa. La mattina che avanza accompagna il mio ritorno, il bibitone di caffè nel porta bibite aiuta un po'.
Arrivo in giardino e i miei gatti sono già la che scorrazzano come matti, sono le 5 e 34, entro in casa, mamma dorme sul mio letto con Angelo vicino a se.
Vado in bagno e mi faccio un'altra doccia, lavo i denti e mi butto a letto, scrivo due righe sul diario, poi crollo inesorabilmente nel sonno più profondo.
Non è molto bello prendersi del tempo in più solo per scopare, purtroppo la mia giovinezza mi chiede di fare certe cose e io ho un limite di sopportazione molto basso.
Resistere è difficile quindi ecco che in mio soccorso viene mia madre, sempre ben disposta a stare col bimbo.
La promiscuità è intrinseca del mio dna, essere libertino mi ha sempre dato grande soddisfazione e scopare Marco me ne da davvero tanta.
Più mi avvicino all'estate e più la voglia aumenta, non ci sarà solo Marco nel mio futuro. Questo mio essere perennemente affamato è un buon segnale, la fame indica salute e felicità, il voler mangiare il mondo indica che sono tornato.
Il mio essere "lupo" da solo si sta rivelando decisamente interessante, forse ho trovato il giusto equilibrio nelle cose, cosa che non ero riuscito a fare molto tempo fa.
Avere il bambino di giorno e diventare un predatore di notte, mi piace molto.. la gente deve temermi, solo perché sono padre non vuol dire che devo rinunciare a quello che amo di più.
Posso fare entrambe le cose con successo, l'equilibrio è la via e ora che ho scoperto come averlo di certo non me lo farò sfuggire dalle mani.
Sono Rafaele il lupo, sono stato tanto tempo innamorato della mia cara Aquila, ma dopo il suo abbandono sono stato molto male... mi è servito tempo per scoprire che il bosco è pieno di prede, la fauna abbonda intorno a me, insomma sono tornato per far danni, sono tornato per mangiarmeli tutti.